Per lussazione s’intende la perdita di contatto tra le superfici articolari. In particolare, la lussazione della spalla si verifica quando la testa dell’omero fuoriesce dal suo alloggiamento normale (la cavità glenoidea o glenoide della scapola).

Un evento traumatico come una lussazione può danneggiare il labbro glenoideo, l’anello fibroso che riveste il margine della cavità glenoidea, e compromettere la stabilità della spalla aumentando il rischio di subire una nuova lussazione.

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Qual’è il rischio di subire una seconda lussazione?

Uno studio pubblicato sul prestigioso “The Bone & Joint Jurnal” ha monitorato il tasso di recidiva nei pazienti che avevano subito una lussazione primaria alla spalla: è emerso che il tasso di recidiva nei pazienti sotto i 20 anni di età è del 64%.

In un altro studio Simonet e Cofield hanno indagato il tasso di lussazione anteriore della spalla. Il risultato più preoccupante appartiene agli atleti con un tasso di recidiva del 82% (27 atleti su 33).

Gli sport da contatto come il rugby o il calcio o che implicano la ripetizione di gesti atletici potenzialmente lesivi per l’articolazione della spalla (tendinite da conflitto), come il nuoto e il lancio del giavellotto, sono i più pericolosi perché espongono l’atleta a un maggior rischio di subire una seconda lussazione.

Chiaramente ci riferiamo a sport agonistici. Tutte le altre attività sportive non agonistiche vanno consigliate e possono essere svolte con le dovute precauzioni anche se in passato si sono verificati infortuni alla spalla.

Perché la spalla resta instabile?

Ma perché in seguito a una lussazione, passato il periodo critico, la spalla resta instabile e con ciò aumenta anche il rischio di subire una nuova lussazione?

Capita che leggendo il referto di una Risonanza Magnetica fatta in seguito a lussazione della spalla si legge “…con interessamento del cercine glenoideo…” ma cos’è e cosa comporta una lesione del cercine glenoideo?

Spesso la causa dell’instabilità che ci portiamo dietro deriva dal danno che si è verificato al labbro glenoideo o cercine glenoideo durante la prima lussazione.

Il labbro glenoideo è un anello fibro-cartilagineo fissato attorno al margine della cavità glenoidea della scapola e funge da guarnizione ammortizzante stabilizzando l’articolazione della spalla (scapolo-omerale)

Se non ci fosse il labbro glenoideo ad aumentare la superficie di contatto tra la glena e la testa omerale, al primo movimento di rotazione o di elevazione della spalla, le superfici articolari coinvolte perderebbero contatto.

Tutto ciò succede perché la glena non è altro che una superficie quasi piatta e da sola non riesce a stabilizzare la testa dell’omero che è particolarmente voluminosa. Il labbro glenoideo ne aumenta la superficie articolare e la concavità consentendogli di farlo.

Per rendere meglio l’idea possiamo paragonare la testa dell’omero a una pallina da golf e la cavità glenoidea al tee ossia il piccolo chiodo su cui poggia la pallina

Come dicevamo, è possibile che durante la lussazione il labbro subisca un danno lesionandosi o scollandosi del tutto dalla glena. In questo modo viene a mancare il suo supporto e l’articolazione diviene instabile.