L’osteoporosi è stata definita dall’Organizazione Mondiale della Sanità “una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da ridotta massa minerale e deterioramento micro strutturale del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità dell’osso e maggior rischio di fratture”.

È definita “malattia sistemica” perché, anche se le fratture sono più frequenti in certe ossa (polso, vertebre, femore, omero, coste), l’osteoporosi colpisce tutto il “sistema” scheletrico causando una perdita progressiva del calcio.

Nei prossimi paragrafi scopriremo perché questa malattia colpisce sopratutto le donne dopo la menopausa e perché è così importante prevenirla sin da giovani attraverso uno stile di vita sano ed equilibrato.

Per poter rispondere a queste domande è necessario capire perché nel corso della vita, superata una certa età, le nostre ossa cambiano e iniziano a indebolirsi.

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Come cambiano le ossa nel corso della vita?

Le ossa, nel corso della vita, si rinnovano continuamente: l’organismo umano deposita nuovo tessuto osseo e rimuove quello vecchio.

Durante l’infanzia la quantità di tessuto osseo neoformato è di gran lunga superiore rispetto al vecchio.

Negli anni le ossa accumulano minerali (principalmente fosfato di calcio) e intorno ai trent’anni d’età il tessuto osseo raggiunge il picco di densità e forza (La densità ossea è espressa in grammi di minerale per area ed è determinata, in ogni individuo, dal picco di massa ossea raggiunto e dalla quantità di osso perso).

Tuttavia, una volta raggiunto il picco, l’organismo inizierà a rimuovere progressivamente più tessuto vecchio di quanto ne produca di nuovo (figura in alto).

È evidente che chi ha raggiunto un picco di massa ossea più elevato entro una certa età arriverà più tardi, se mai ci arriverà, all’osteoporosi.

Quindi la “vera” prevenzione contro l’osteoporosi dovrebbe iniziare molto presto, già da giovanissimi nella fase di costruzione dello scheletro, così da raggiungere intorno ai 25-30 anni di età un elevato “picco di massa minerale ossea”.

Il termine “massa minerale ossea” indica la quantità di minerali contenuta nell’osso e rappresenta ciò che rende l’osso un tessuto duro, compatto, resistente agli urti e agli sforzi meccanici: se l’osso perde troppo calcio diventa fragile.

L’importanza della prevenzione dell’osteoporosi a qualsiasi età

La prevenzione è sempre utile perché serve a costruire un osso robusto da giovani, ma anche a mantenerlo e non lasciarlo indebolire in età adulta.

La prevenzione dell’osteoporosi deve avere principalmente due obbiettivi:

  • massimizzare il picco di massa ossea
  • diminuire la velocità di perdita di osso dopo la menopausa e nell’età avanzata.

Il rischio di sviluppare osteoporosi dipende fortemente dalla familiarità (genitori con osteoporosi), un’alimentazione carente di calcio, una vita troppo sedentaria, una carenza di vitamina D, oppure la presenza di malattie degenerative.

Tuttavia, tutto questo, non spiega perché l’osteoporosi colpisce più le donne che gli uomini.

Perché l’osteoporosi colpisce più le donne che gli uomini?

Come dicevamo l’osteoporosi incide sul normale processo di rimodellamento delle ossa causando un’indebolimento delle stesse e un maggior rischio di fratture.

Per molto tempo l’osteoporosi è stata considerata una malattia tipica della donna, non a caso l’osteoporosi affligge più le donne che gli uomini.

Ciò è dovuto al fatto che le donne hanno scheletri naturalmente più piccoli e leggeri rispetto agli uomini, di conseguenza possiedono una minore capacità di accumulare sali minerali.

Le donne, inoltre, soffrono di perdita ossea legata alla menopausa oltre alle perdite legate all’avanzamento dell’età.

Quando inizia ad avvicinarsi il momento della menopausa, in genere intorno ai 50 anni, il corpo delle donne perde progressivamente la capacità di produrre livelli normali di estrogeni.

Quest’ultimi hanno un effetto protettivo sull’osso, infatti durante i primi anni della menopausa la riduzione degli estrogeni può causare una perdita di massa ossea fino a cinque volte più veloce rispetto alla perdita causata dalla sola età.

La terapia ormonale sostitutiva TOS (terapia a base di estrogeni e progesterone per la prevenzione dell’osteoporosi in donne particolarmente a rischio di frattura e intolleranti ad altri farmaci) può bloccare e/o ridurre efficacemente la perdita ossea legata alla menopausa.

Tuttavia, mentre i livelli di estrogeni sono un fattore che determina la salute dello scheletro, molti altri fattori giocano un ruolo non meno importante nel mantenimento della salute ossea. Due dei fattori più importanti sono l’attività fisica e l’alimentazione.

L’attività fisica regolare gioca un ruolo molto importante nel mantenere le nostre ossa forti e in salute. Molti studi hanno dimostrato che le donne fisicamente attive hanno una massa ossea maggiore rispetto alle donne inattive e che le persone fisicamente attive hanno un minor numero di fratture legate all’osteoporosi.

Gli studi hanno anche dimostrato che praticando alcune tipologie di attività fisica, la massa ossea può aumentare, o quantomeno, rallentare i processi di deterioramento.

Come valutare la presenza di osteoporosi?

La menopausa è il momento più indicato per valutare il rischio di osteoporosi nella donna attraverso esami diagnostici previa prescrizione medica.

L’obiettivo degli esami è definire se è presente osteoporosi, se la massa ossea è ridotta e se c’è un aumento del rischio di sviluppare la malattia o se la paziente risenta di condizioni particolari che potrebbe causare o aumentare la perdita di osso.

La MOC o Mineralometria Ossea Computerizzata detta anche Densitometria Ossea Computerizzata con tecnica DXA(Dual X-ray Absorptiometry) misura la “densità” minerale ossea.

È un indagine diagnostica per immagini e costituisce il principale esame di screening e di diagnosi di osteoporosi perché permette di conoscere la quantità di calcio presente nelle ossa, e quindi sapere se è presente osteoporosi.

Se i valori di densità ossea sono al di sopra di certi limiti si può star tranquilli, mentre al disotto di certi altri bisogna subito prendere provvedimenti. Ma quello che è più importante è seguire la sua evoluzione nel tempo.

Quando, infatti, massa e densità ossea scendono sotto certi livelli, parliamo in una prima fase di osteopenia (“impoverimento osseo”) e in una seconda fase, più grave, di osteoporosi (“porosità ossea”).

Per effettuare la Mineralometria Ossea Computerizzata è necessaria la prescrizione medica che riporta la regione ossea da esaminare (per esempio lombare, femorale, anca).

Altri esami per la diagnosi di osteoporosi

A seconda dei casi il medico potrà prescrivere altri esami per valutare lo stato di mineralizzazione ossea come l’ultrasonografia quantitativa o QUS e la TAC quantitativa ossea (QCT):

  • L’ultrasonografia quantitativa o QUS è molto utile per individuare in prima battuta il rischio di osteoporosi, ma non è ancora in grado di fornire una misurazione precisa della densità ossea per cui i pazienti riconosciuti come “a rischio” dovrebbero valutare meglio la situazione con il metodo MOC-DXA.
  • La TAC quantitativa ossea (QCT), invece, data l’alta dose di radiazioni a cui è sottoposto il paziente, va riservata a casi particolari.

Praticare regolarmente attività fisica e adottare delle buone abitudini alimentari sono le migliori strategie per preservare la salute delle nostre ossa.

E tu come ti prendi cura delle tue ossa? Segui una dieta equilibrata ricca di calcio e vitamina D? Pratichi regolarmente attività fisica? Spero che l’articolo sia stato utile e che sia servito a fare chiarezza sull’osteoporosi e sull’importanza di fare prevenzione sin da giovani.

Non esitare a contattarci se hai bisogno di qualsiasi consiglio per sviluppare un programma di attività fisica che prevenga l’osteoporosi e che sia allo stesso tempo divertente, sicuro ed efficace.