La sindrome femoro rotulea o patellofemoral pain syndrome (PFPS), anche conosciuta come condromalacia o sindrome da iper pressione rotulea esterna, è una condizione patologica che coinvolge la rotula e la faccia anteriore del femore caratterizzata da dolore nella parte anteriore del ginocchio.

In medicina il termine sindrome indica un complesso di sintomi che possono essere provocati dalle cause più diverse.

Una delle cause più frequenti di sindrome femoro-rotulea è la condropatia femoro rotulea.

Essa si verifica frequentemente nelle persone che praticano sport a livello agonistico e non come corsa, calcio e pallavolo o svolgono lavori manuali tuttavia può colpire chiunque e può essere preannunciata da scricchiolii ricorrenti mentre si piega la gamba o si cammina.

Cos’è la condropatia femoro rotulea?

Cerchiamo di capire, in termini semplici, cos’è la condropatia femoro rotulea e la sua relazione con la sindrome femoro rotulea.

Spesso la sindrome femoro-rotulea è causata da una condizione di logoramento, irruvidimento o ammorbidimento della cartilagine sotto la rotula.

Tale condizione si definisce condropatia e nel nostro caso si parlerà di condropatia femoro rotulea.

La condropatia è una malattia della cartilagine, il tessuto connettivo che riveste le superfici articolari.

La cartilagine è aneurale ma l’osso subcondrale (lo strato di osso sottostante la cartilagine articolare) è ampiamente innervato.

Di conseguenza, è stato ipotizzato che prolungati stress meccanici siano una possibile causa di dolore.

Cause della sindrome femoro rotulea

Tra le cause della sindrome femoro rotulea quindi potrebbero esserci: prolungati stress meccanici, lesioni al ginocchio, l’eccesso di peso e la “lateralizzazione” della rotula che non scorre correttamente all’interno del “binario” (gronda femorale) compreso tra i due condili femorali durante la flesso-estensione del ginocchio.

NB: in questo caso il dolore è legato all’infiammazione della cartilagine sia della rotula sia della gronda femorale pertanto si parlerà, come abbiamo visto, di condropatia femoro rotulea.

La “lateralizzazione” chiamata anche “iperpressione esterna” o “malallineamento rotuleo” avviene quando parte della rotula scorre sul margine esterno del ginocchio, aumentando di fatto l’attrito con il femore.

Tale lateralizzazione può essere dovuta principalmente a 3 situazioni:

  • Ipotrofia o debolezza del Quadricipite (muscolo anteriore della coscia)
  • Sovraccarico in flessione del ginocchio
  • Anomalia dell’anatomia della gronda femorale

L’ipotrofia del quadricipite femorale è la causa che maggiormente conduce a questa sindrome perché viene a mancare la forza stabilizzante del muscolo che per primo si oppone alla lateralizzazione della rotula.

Dolore al ginocchio: sintomo principale della sindrome femoro rotulea

Il sintomo principale della sindrome femoro rotulea è il dolore al ginocchio, che si avverte soprattutto quando si piegano le gambe per sedersi, accovacciarsi, saltare o fare le scale.

Il dolore può nascere in modo improvviso provocando un cedimento inaspettato del ginocchio, conducendo anche ad un blocco dell’articolazione di natura antalgica.

Inoltre il dolore può essere preceduto da scricchiolii ricorrenti mentre si piega la gamba o si cammina.

Diagnosi di sindrome femoro rotulea

Il medico effettuerà un esame fisico sia statico che dinamico sul paziente per determinare la causa del dolore al ginocchio. In alcuni casi serviranno esami più accurati come i raggi X, la risonanza magnetica e la radiografia per individuare le possibili cause ed effettuare una diagnosi di sindrome femoro rotulea.

Questi esami permettono al medico di visualizzare i tessuti che costituiscono l’articolazione del ginocchio.

La radiografia è raccomandata nei soggetti con una storia di traumi o interventi chirurgici o di età superiore a 50 anni per escludere patologie degenerative come l’artrosi.

Curare la sindrome femoro rotulea

Il primo passo per curare la sindrome femoro rotulea è ridurre il dolore cercando di ridurre il più possibile il carico sul ginocchio interessato. È importante sapere che il contatto e le forze di compressione tra rotula e femore aumentano all’aumentare della flessione.

 Tali forze sono nell’ordine di:
  • 1/3 e ½ del peso corporeo durante la stazione eretta e la pedalata in bicicletta.
  • 3 volte il peso corporeo durante la salita delle scale.
  • 7 volte il peso corporeo durante la corsa e lo squat.
  • 20 volte il peso corporeo durante una accosciata profonda.

Sin dalla prima comparsa il dolore può essere alleviato seguendo alcuni accorgimenti:

  • Mantenere il ginocchio a riposo e applicare del ghiaccio.
  • Evitare di sovraccaricare il ginocchio specialmente mentre lo si piega.
  • Regolare la bicicletta in modo che la resistenza sia minima (ciò non vuol dire “pedalare a vuoto”) e la sella sia ad un’altezza adeguata.
  • Per un primo momento evitare sport ed esercizi come la corsa e gli squat.

Altri metodi per alleviare il dolore sono:

  • Terapia fisica tramite esercizi e terapia manuale o strumentale con un fisioterapista.
  • Farmaci anti-infiammatori (chiedere ovviamente al proprio medico) per diminuire il gonfiore, rigidità e dolore. Leggere e seguire sempre tutte le istruzioni riportate sull’etichetta.
  • Taping o l’utilizzo di un tutore per stabilizzare la rotula.
  • In alcuni casi potrebbe essere d’aiuto l’intervento chirurgico.

La prima cosa che bisognerebbe fare è rivolgersi a un medico per stabilire le cause e il trattamento più adeguato. La terapia fisica condotta da un fisioterapista si è dimostrata efficace per ridurre il dolore nella sindrome femoro-rotulea.

IL TRATTAMENTO NON PUò ESSERE UGUALE PER TUTTI I PAZIENTI. Pertanto il programma riabilitativo cambierà in base alle criticità riscontrate.

Alcuni casi possono richiedere il rafforzamento del quadricipite femorale, mentre altri casi possono richiedere l’utilizzo della terapia manuale.

Non ci sono prove certe, invece, per sostenere l’uso di Taping o l’utilizzo di Tutori per stabilizzare la rotula.

Per quanto riguarda trattamenti che prevedono l’utilizzo di farmaci anti-infiammatori, bisogna ricordare che questi vanno comunque assunti solo al bisogno (attenzione ai possibili effetti collaterali a stomaco, reni e cuore).

In alcuni casi il medico potrà prescrivere delle infiltrazioni al ginocchio di acido ialuronico e cortisone. L’acido ialuronico aiuta a controllare dolore e infiammazione per alcuni mesi. Il cortisone invece viene usato solitamente per tamponare le situazioni più complicate.

Occorre ricordare che, per un completo recupero, il periodo di trattamento può variare da poche settimane fino a mesi. Tutto dipende dal grado di infiammazione presente all’inizio e sopratutto dalle possibili cause che hanno favorito l’instaurarsi della patologia.

Esercizi per prevenire la sindrome femoro rotulea

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Passato il momento critico, l’immobilità può peggiorare la situazione. La cosa migliore è iniziare sin da subito un protocollo di esercizi per il ginocchio per ripristinare la funzionalità muscolo-articolare dopo aver consultato il proprio medico.

Gli esercizi per prevenire la sindrome femoro rotulea prevedono attività e ginnastiche specifiche per l’articolazione del ginocchio. Nel video in alto vengono mostrati una serie di esercizi per il rinforzo muscolare e la mobilità articolare che possono essere eseguiti sia a casa che in palestra senza l’utilizzo di attrezzi.

Altri esercizi per migliorare la stabilità del ginocchio così come l’equilibrio corporeo in generale, in modo da prevenire eventuali episodi di sindrome femoro rotulea, sono gli esercizi per rinforzare glutei e tensore della fascia lata.

Le attività con cui integrare gli esercizi sono il pilates, la ginnastica posturale o attività in scarico articolare come la ginnastica in acqua per non sovraccaricare le articolazioni. Inoltre è essenziale adottare una postura corretta sia a casa che a lavoro.

Gli sport più consigliati sono il nuoto e la bicicletta non agonistici che non prevedono grossi sforzi per il ginocchio. Svolgere attività fisica moderata aiuta a mantenere attive le articolazioni e a tenere sotto controllo il peso che può essere un potenziale fattore di rischio.

Chiedere il parere del medico se si desidera ritornare progressivamente a svolgere attività intense.

Va detto che per una prevenzione a 360° è altrettanto importante evitare il fumo: la nicotina priva i tessuti di ossigeno e contribuisce al deterioramento delle ossa e della cartilagine.[/sociallocker]